31 Lug

Bussi, un anno per il piano di rischio

Sono in corso in questi giorni lavori per l’adozione di misure di prevenzione delle discariche 2A e 2B di Bussi ad oggi non ancora toccate dalla scoperta nel 2007 dei rifiuti tossici stoccati nell’area. Lo riferisce il consigliere regionale Pd, Antonio Blasioli, che oggi presiede la commissione d’inchiesta regionale, nata per fare luce sui fatti e stimolare la bonifica del Sito d’interesse nazionale di Bussi.

Edison sta operando la messa in sicurezza su quelle due aree, spiega, che fino ad oggi non erano state interessate dalla copertura tramite capping, è emerso dalla seduta di ieri della commissione a cui ha partecipato anche la Solvay, multinazionale belga che nel 2002 subentrò a Montedison nella proprietà della maggior parte dei siti. Non si tratta della bonifica definitiva delle due discariche che attendevano da anni interventi attuali di cauterizzazione, ma c’è da essere veramente soddisfatti se dopo 13 anni dalla scoperta dei veleni di Bussi e oltre 37 dalle autorizzazioni concesse dalla Regione allo stoccaggio in loco, oggi si mettono in opera misure di prevenzione che sarebbero dovute scattare a quarantott’ore dalla scoperta della discarica, nel 2007. Dall’audizione svolta ieri con i responsabili di Solvay, sappiamo che nelle aree erano operativi impianti di pompaggio, trattamento e stoccaggio delle acque inquinate, ma sappiamo anche che tale attività è terminata il 1 agosto 2018, con la cessione delle aree al Comune di Bussi. Il cantiere di oggi arriva a seguito della sentenza del Consiglio di Stato del 6 aprile 2020 e soprattutto dopo le sollecitazioni del ministero dell’Ambiente del 10 e del 17 giugno scorso, che hanno determinato Edison alla cantierizzazione degli interventi richiesti. I lavori dureranno nove mesi e, fra l’altro, comprenderanno anche la realizzazione del capping sui due ettari delle discariche 2A a 2B e delle aree limitrofe che ne sono ancora prive.

Messa in sicurezza con i teli a tutela di suolo e aria, ma anche indagini geofisiche non invasive, rimozione delle interferenze, regolarizzazione e riprofilatura del sistema di raccolta e allontanamento delle acque meteoriche, congiuntamente alla riattivazione del sistema di ‘pump and stock’ attrezzato da Solvay e non più funzionante da agosto 2018. Edison provvederà anche ad aggiornare i dati delle caratterizzazioni eseguite su queste aree nel 2001 da Montedison e nel 2003 e 2011 da parte di Solvay. Occorrerà circa un anno per predisporre un piano di rischio specifico per l’area e per il progetto di bonifica, che poi andrà sottoposto per l’approvazione alla conferenza di servizi con Ministero ed enti territoriali. Intanto la Regione Abruzzo ha già promosso ricorso al Tar Lazio per la sospensiva del provvedimento con cui il Ministero Ambiente e Territorio ha annullato il bando della bonifica elaborato dal commissario regionale Adriano Goio e che potrebbe portare ad un percorso diverso. Questo, il quadro oggi, conclude Blasioli.

 

Bussi, Solvay in Commissione d’ inchiesta

Marco Colatarci, responsabile legale del gruppo Solvay e Regional Representation Europe Solvay Country Manager Italy è stato ospite, con Amerigo Zona, responsabile scientifico Progetto Sentieri dell’Istituto Superiore Sanità, che ha condotto un primo studio epidemiologico sugli 11 Comuni del SIN, della commissione regionale d’inchiesta su Bussi.

E’ stata una seduta importante, perché Solvay, subentrata ad Ausimont, spin off della Montedison nella proprietà delle aree di Bussi dal 5 maggio 2002, non si è sottratta al confronto, ma ha partecipato alla Commissione, chiarendo tutti gli aspetti della presenza della multinazionale chimica belga e mettendo a nostra disposizione dati e documenti, cosa non accaduta con Edison, commenta il presidente Antonio Blasioli in una nota.

I tre rappresentanti della Solvay hanno ripercorso tutte le tappe della loro presenza a Bussi, da quando la società divenne operativa all’inizio del 2003, quando sono cominciate le attività del sito, volte innanzitutto a renderlo più sostenibile e moderno. Nel 2001 Edison aveva dato loro un piano di caratterizzazione eseguito sulle aree oggetto di acquisto, eseguito nuovamente nel 2003, con risultati nettamente differenti. Hanno quindi specificato che è in via di definizione il contenzioso commerciale aperto con Edison per via di questa situazione e per la mancata conoscenza delle discariche 2A e 2B.

Solvay ha elencato anche le misure di Mipre, messa in sicurezza, adottate nell’area quale soggetto proprietario non inquinatore, evidenziando le varie prese di posizione degli enti locali e Ministero nel corso degli anni, fino alla realizzazione del capping leggero nelle aree limitrofe alla Turbogas, ma non nelle aree a nord, 2A e 2B, interrottesi per via dell’accordo di programma di cessione di dette aree al Comune di Bussi, specificando che le stesse aree sono state sottoposte a sistemi di ‘emungimento’ delle acque di falda inquinata, non convogliate al TAF, cosiddetto trattamento di pump and treat, il cui svuotamento  e manutenzione si sono interrotti il 1 agosto 2018 e ancora oggi non si sa se sono state riattivate.

Una conferma della pericolosità mai cessata del sito è arrivata anche dall’audizione di Amerigo Zona dell’Istituto Superiore di Sanità, e responsabile dello studio Sentieri, Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio inquinamento, che nel quinto Rapporto ha preso in esame anche la situazione degli 11 Comuni compresi nel SIN di Bussi dal 2003 al 2013.

 La Commissione tornerà a riunirsi il 5 agosto e potrebbe essere l’ultima seduta nel rispetto del termine di sei mesi concesso alle Commissioni speciali d’inchiesta dallo Statuto della Regione Abruzzo.

Ho chiesto una proroga, conclude Blasioli, consapevole dell’enorme impulso che la Commissione ha dato in questi sei mesi a tanti problemi ancora aperti sulle varie discariche del SIN. Ci sono argomenti ancora da trattare, anche quelli relativi ai siti dei privati e ci sono ancora aspetti legati alla salute e alla reindustrializzazione da affrontare, nonostante la Commissione, prima con il Presidente Legnini e poi con me, abbia lavorato tutte le settimane. Se non ci sarà una proroga a novembre sarà presentata la relazione finale. 29 luglio 2020.

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