03 Dic

Bussi, la Regione vince il ricorso al Tar

Vittoria davanti ai giudici del Tar per la Regione Abruzzo contro l’annullamento dell’aggiudicazione del bando di gara per la bonifica delle discariche 2a e 2b di Bussi sul Tirino. I giudici amministrativi hanno rilevato innanzitutto la legittimazione attiva della Regione Abruzzo nel giudizio in esame, non solo quale ente esponenziale della comunità locale ma anche quale parte del rapporto costituito con l’accordo di programma stipulato nel 2017. Un atto tra Solvay spa, allora proprietaria delle aree in esame, il Ministero dell’Ambiente, la Regione Abruzzo e il Comune di Bussi sul Tirino, era stato infatti stipulato proprio ‘al fine di garantire il completamento della Procedura di Gara’ in esame.

Con un milione e mezzo di euro inoltre la Regione si era obbligata a coprire ogni ulteriore spesa derivante dalla Procedura di Gara nonché dall’esecuzione e del collaudo dei servizi e lavori oggetto di aggiudicazione, aspetto che non è stato poi contestato dal Ministero in sede di ricorso. Secondo il Tar il provvedimento di annullamento adottato dal Ministero appare tardivo in quanto adottato oltre il termine di 18 mesi.

Si tratta di una sentenza importante che conferma la posizione della Regione Abruzzo tesa a bonificare la discarica nel più breve tempo possibile, sottolineato il presidente Marco Marsilio, adesso bisogna riavviare subito il discorso politico istituzionale attraverso il confronto tra la Regione, la Provincia e i Comuni interessati, in particolare quello di Bussi. Ringrazio gli avvocati Stefania Valeri e Marianna Cerasoli, dell’Avvocatura regionale, per il lavoro svolto e il risultato ottenuto che consentirà ora di intervenire celermente. Mi auguro infatti che Il Ministero dell’Ambiente desista e non continui in una battaglia giudiziaria amministrativa che non farebbe il bene nell’ambiente nelle aree inquinate.  


Bussi, Marsilio: “Andremo in giudizio”

Il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, annuncia le vie legali sulla questione della bonifica delle discariche di Bussi dopo l’annullamento d’ufficio, ed in via di autotutela, del provvedimento di aggiudicazione del bando di gara da parte del Ministero dell’Ambiente.

Marco Marsilio

Abbiamo chiesto un confronto con il Ministero, spiega Marsilio non ci hanno nemmeno risposto, speravamo in una leale collaborazione istituzionale. Noi ci siamo proposti e messi a disposizione per aprire un tavolo, spiegare le nostre ragioni e comprendere anche quelle del Ministero. Adesso, con la Provincia di Pescara e il Comune di Bussi, lavoreremo per far pronunciare i tribunali sulla correttezza di questa decisione. Un fronte comune che tutto il territorio sta portando avanti per la bonifica di questi siti e per togliere queste sostanze tossiche e pericolose per la comunità. Purtroppo a Bussi, dove dopo troppi anni si era arrivati finalmente ad avere una gara di appalto e un’impresa che da almeno un anno avrebbe potuto iniziare questi lavori e portare alla bonifica di un pezzo di questo sito, si è interrotto tutto. Il Ministero ha annullato la gara, aggiunge, e adesso ci dobbiamo affidare alla buona volontà di Edison di rispettare la legge e di presentare un progetto ugualmente valido e in tempi utili. Il timore è che Edison faccia resistenza, ci vorranno anni per arrivare a un progetto condiviso e condivisibile. Per questo insieme alla Provincia di Pescara e al Comune di Bussi andremo in giudizio.

Chiederemo al Ministero, conclude il presidente della Regione, di annullare questa revoca della gara e di procedere all’assegnazione dell’appalto. Assegnazione che consentirebbe già domani di iniziare i lavori e di farlo in danno di Edison ovviamente. Il Ministero i soldi li deve solo quantificare, nessuno vuole fare ‘regali’ a Edison, che anzi dovrà rimborsare le spese fino all’ultimo centesimo. Ma è molto più facile recuperare i soldi dalle floride casse di Edison piuttosto che sperare nella sua collaborazione per fare un progetto serio e credibile di bonifica in tempi brevi. 19 giugno 2020.

 

Discarica Bussi, traditi dal Ministero

L’Abruzzo e gli abruzzesi sono stati traditi dal Ministero dell’Ambiente. Consideriamo un errore madornale la decisione definitiva del dirigente del Ministero dell’Ambiente Lo Presti di annullare la gara per la bonifica integrale con rimozione dei rifiuti delle discariche 2A e 2B a Bussi, così il Forum H2O in una nota.

Prendiamo atto che le parole del ministro Costa a Bussi, il 23 gennaio 2019, che annunciavano l’avvio in pochi giorni della bonifica, smentendo in maniera sdegnata le ipotesi di annullamento della gara paventato da una sua dirigente, sono state dette al vento e, anzi, sono state  fuorvianti e velleitarie, aggiunge Renato Di Nicola del Forum, commentando il decreto del Ministero dell’Ambiente che annulla definitivamente la gara per la bonifica delle discariche 2A e 2B indetta a dicembre 2015 dall’allora commissario Goio.

Augusto De Sanctis

Dal punto di vista tecnico abbiamo già rilevato la totale insussistenza di quelle che il Ministero vuole far passare come criticità. Inoltre considerare il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici come definitivo e porlo alla base del provvedimento di annullamento è assolutamente grave. Il provveditore Rapisarda, aggiunge Augusto De Sanctis del Forum, nella nota del 30 gennaio inviata a Lo Presti scrive testualmente che la nota del Consiglio superiore dei LL.PP. n.605 del 24/01/2019 non costituisce parere consultivo ai sensi dell’art.127 del Dlgs.163/2006 e ss.mm.ii., piuttosto il resoconto di un primo esame istruttorio, in cui venivano evidenziate le carenze della progettazione definitiva esaminata. Tra l’altro, carte alla mano, avevamo anche smentito la sussistenza di queste carenze visto che gli elaborati progettuali riportavano in maniera inequivocabile quanto sembrava mancare. Chiediamo alla Regione Abruzzo, provincia di Pescara e comune di Bussi di impugnare questo provvedimento che va contro gli interessi degli abruzzesi che aspettano da anni la bonifica, insiste De Sanctis.

Forum H2O ricorda inoltre che il Ministero dell’Ambiente e la Presidenza del Consiglio con l’avvocato dello Stato Palatiello, nel 2017, difesero a spada tratta davanti ai giudici la legittimità del bando di gara per la bonifica da 45 milioni di euro che oggi lo stesso Ministero ha annullato, ritenendo infondate proprio quelle criticità che oggi Lo Presti sostiene essere talmente rilevanti da essere alla base del provvedimento di annullamento nell’ambito del giudizio sul ricorso che la società Toto Holding aveva presentato per l’annullamento del bando di gara, ricorso poi perso.

I 47 milioni di euro rimarrebbero comunque in Abruzzo per il disinquinamento delle aree pubbliche del sito, rileva infine il Forum dei Movimenti per l’Acqua. Considerate quindi le motivazioni e la logica alla base dell’annullamento della gara, dovremmo arrivare alla conclusione che il Ministero ritiene che le aree pubbliche siano state inquinate direttamente dallo Stato e non da privati. Oppure che non sono rintracciabili gli inquinatori su cui far ricadere l’obbligo derivante dal principio ‘chi inquina paga’, visto che il Ministero ha sostenuto che per le discariche 2A e 2B lo Stato non può anticipare le spese e poi rivalersi sul privato inadempiente. Sono solo i frutti avvelenati di una scelta incomprensibile quando bisognava semplicemente fare i lavori, concludono gli attivisti, anticipando le somme pubbliche, togliendo tutti i rifiuti seguendo un progetto favorevole agli interessi generali per poi rivalersi sul privato. Ora invece siamo nelle mani di Edison. 19 giugno 2020.