02 Ago

Chiesto al Governo lo stato d’emergenza

Il Comune dell’Aquila ha chiesto alla presidenza del Consiglio dei ministri la dichiarazione dello stato di emergenza per il territorio comunale del capoluogo d’Abruzzo, a causa degli incendi che stanno interessando per il quarto giorno le zone dei quartieri di Pettino e Cansatessa e la frazione Arischia.

Lo ha deciso stamani la Giunta comunale. La deliberazione è stata inoltrata alla Regione Abruzzo, perché provveda a sostenere la richieste dell’ente al Governo ai fini dell’emanazione del provvedimento di stato di emergenza. 

La delibera approvata oggi dall’esecutivo comunale del capoluogo parte dalla considerazione dell’estensione dei fenomeni e dell’estrema gravità del danno; pertanto, è scritto nel provvedimento, si profilano come indifferibili ed urgenti diversificate misure di difesa del territorio e di protezione della popolazione, misure straordinarie ed emergenziali che sono di impossibile attuazione per l’amministrazione Locale e per i soggetti colpiti e che si ritengono anche superiori alle possibilità di intervento della Regione Abruzzo.

Pierluigi Biondi

Gli incendi, spiega il sindaco Pierluigi Biondi, hanno finora interessato circa 700 ettari delle zone boschive che si trovano sopra i quartieri di Cansatessa e Pettino, densamente abitate, con un numero di residenti superiori a 10.000, e dell’abitato di Arischia, dove vivono 1.800 persone. Inoltre i danni rilevanti del patrimonio boschivo ricadono parzialmente all’interno del perimetro del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

La dichiarazione dello stato di emergenza, prosegue, è necessaria sia per l’applicazione delle procedure utili per incrementare l’azione finalizzata a un contenimento ancora più efficace degli incendi, sia per avere un’opportuna copertura delle spese elevatissime che Comune e Regione stanno sostenendo e dovranno sostenere ancora.

E’ certamente vero, afferma ancora il sindaco dell’Aquila, che l’opera di contenimento degli incendi vede un impiego massiccio di mezzi e uomini per almeno 12 ore giornaliere: sette velivoli Canadair, 3 elicotteri, 80 Vigili del Fuoco, 40 militari del IX Reggimento Alpini, 70 volontari di protezione civile, 30 dipendenti comunali con quattro ruspe, 4 pattuglie della Polizia municipale. Ma è altrettanto vero che i costi che si debbono sostenere per rendere possibile queste operazioni sono elevatissimi e la nostra Protezione civile, insieme con quella della Regione, provvederà a stimarli. I costi, peraltro, non sono solo quelli da sostenere per l’emergenza in corso, ma anche quelli del post incendio, quando i Vigili del fuoco dovranno effettuare una ricognizione puntuale sull’area interessata con i droni e si dovrà procedere con le necessarie operazioni di bonifica.

Con la dichiarazione dello stato di emergenza, conclude il primo cittadino, le istituzioni avranno la possibilità di gestire la fase critica in atto, che, oltre alla tutela dei boschi coinvolti, comporta ancor più la necessità di attuare operazioni di salvaguardia della popolazione, qualora la situazione dovesse peggiorare e le procedure successive con risorse adeguate.

 

Completata linea tagliafuoco sopra Cansatessa

Il personale del Comune dell’Aquila impegnato sul fronte degli incendi ha completato stamani una vasta linea tagliafuoco sopra l’abitato di Cansatessa. La linea tagliafuoco, della lunghezza di 2 chilometri, è stata realizzata dal personale operaio dell’ente e dal 9° Reggimento Alpini dell’Esercito, su indirizzo della Protezione civile comunale. I Vigili del Fuoco e i volontari di Protezione Civile si sono posizionati per presidiare l’area realizzata.  Inoltre, presso la sede comunale di via Ulisse Nurzia 6 è presente del personale comunale per la raccolta di eventuali donazioni utili per sostenere le operazioni e gli uomini che si trovano sul fronte del fuoco: acqua, pale, e tutto ciò che può essere utile per fronteggiare gli incendi.

Attivi altri dodici incendi nel Paese

Sono riprese alle ore 6 le operazioni di spegnimento delle fiamme che da giovedì interessano l’area di Arischia e Cansatessa/Pettino.
Sono attivi 4 canadair, 2 elicotteri, 1 elicottero Erickson, 80 Vigili del Fuoco, 56 volontari di Protezione civile, 35 alpini del 9° Reggimento e 14 unità di personale del Comune dell’Aquila. Gran parte della flotta aerea di Stato è impegnata sulla nostra città e solo nella giornata di ieri sono stati effettuati 500 lanci, informa con una nota il sindaco dell’Aquila Biondi.

Il Dipartimento nazionale di Protezione civile ha dato la disponibilità a effettuare il rifornimento di carburante degli elicotteri presso l’aeroporto di Preturo e non a Pescara, con conseguente velocizzazione delle operazioni di spegnimento, e chi sa che il passaggio non possa davvero riaprire un ragionamento serio della sede del 118 all’Aquila.

Ho avuto un confronto con i Vigili del Fuoco, spiega il primo cittadino, che ha attivato anche il nucleo Sapr, Sistemi aereomobili pilotaggio remoto, che grazie a un drone a termocamere monitora l’evoluzione delle fiamme. Lo stesso nucleo, al termine delle operazioni di spegnimento effettuerà una ricognizione aerea, per la redazione del catasto dei terreni percorsi dall’incendio. Nel resto del Paese sono attivi altri 12 incendi ed è possibile il dirottamento di alcuni mezzi su altre emergenze, conclude il sindaco dell’Aquila.

Silvio Liberatore

Il catasto è stato introdotto con gli eventi del 2007 e l’emanazione dell’Opcm 3624/07 in base alla quale tutti i Comuni abruzzesi avrebbero dovuto provvedere ad istituire un proprio catasto incendi ed un piano d’emergenza comunale, che sarebbe, nelle rispettive amministrazioni, in corso di aggiornamento.

La Regione supporta i Comuni pubblicando sul proprio Geoportale le aree percorse dagli incendi, attualmente sono reperibili le superfici percorse dal fuoco dal 2007 al 2019. La sovrapposizione di tali rilievi alle mappe catastali comunali rende possibile agli uffici tecnici dei Comuni accreditati l’individuazione delle particelle catastali attraversate dal fuoco ed il relativo aggiornamento annuale degli incendi, si legge nel Piano regionale della previsione/prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi aggiornato nel 2020.  

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