20 Nov

Asl, Fedele: “Non siamo autosuffcienti”

Risale a marzo 2020 l’atto della Asl 1 per la realizzazione di un laboratorio nell’ospedale di L’Aquila di livello 3 capace di analizzare la stessa capacità di tamponi Covid 19 di Pescara e di avvalersi delle medesime strumentazioni. Un laboratorio da realizzare con fondi già stanziati che avrebbe dovuto coprire l’esigenza di tutta la provincia dell’Aquila, tanto che la Asl non ha investito neanche un euro per il potenziamento degli altri punti analisi del territorio. Ma sono passati 8 mesi e nella provincia dell’Aquila non abbiamo né il laboratorio nuovo all’Aquila né il potenziamento di quelli esistenti negli altri Comuni e dobbiamo ancora indirizzare i nostri tamponi all’ospedale pescarese o allo zooprofilattico di Teramo con cui vi è una convenzione di 1milione di euro.

Lo comunica in una nota stampa il consigliere regionale Giorgio Fedele, M5S, che spiega nel primo caso i risultati arrivano dopo una settimana nel secondo poco meno e poi devono essere inseriti manualmente all’interno di una piattaforma telematica: non siamo autosufficienti e le operazioni di tracciamento sono lentissime. Un ennesimo disservizio targato Asl 1.

E non mi si venga a raccontare la solita tiritera scaricabarile verso il Governo perché i fondi per il laboratorio non hanno nulla a che vedere con il Decreto 34, prosegue Fedele.

Come nulla ha a che vedere con il Decreto 34 la realizzazione dei posti letto nel nosocomio aquilano, dove dei 170 previsti, raschiando il barile, sono arrivati a malapena a garantirne 130, con buona pace di chi attende in ambulanza di essere ricoverato.

Non ha nulla a che vedere con il Decreto 34 neanche la programmazione degli screening per il personale che in altre Regioni si esegue secondo protocolli ben definiti e invece nel territorio di competenza della Asl 1 si naviga a vista.

Un (non) sistema che evidenzia tutta la sua inefficienza nei numeri: solo nella provincia dell’Aquila, solo in questa seconda ondata e solo tra gli operatori sanitari ci sono più di 200 contagiati, di cui più della metà dipendenti delle strutture marsicane.

Per una mappatura efficace dovrebbero essere eseguiti circa 5mila tamponi al giorno, nella Asl 1 riusciamo a farne al massimo 170.  Ma se i pazienti subiscono disagi per il personale la situazione è anche più drammatica. In particolar modo nell’ospedale di Avezzano dove, oltre alle difficoltà più volte denunciate, per tentare di colmare la carenza di personale si registra uno spostamento continuo da un reparto all’altro, ma non tutti hanno la formazione per gestire casi covid e norme anticontagio. Per esempio, sulle procedure di vestizione e l’utilizzo dei dispositivi di protezione, la formazione offerta dalla Asl è scarna e in alcuni casi non viene fatta.

Roberto Testa

Non proteggere i pazienti e il personale sanitario che deve prendersi cura di loro è inaccettabile. È evidente che siamo stati lasciati a noi stessi, incalza Fedele. È chiaro che arroccare scuse e giustificazioni per chi governa questa Regione non funziona più, da mesi sto chiedendo che venga attuata quell’opera di coordinamento e vigilanza che la Regione Abruzzo, a trazione Lega Fratelli D’Italia e Forza Italia, deve svolgere sulle Asl, e in particolare sulla Asl 1.

Mi chiedo a cos’altro si deve assistere per intervenire in maniera determinata e rimuovere dall’incarico chi si è dimostrato inadatto a gestire l’emergenza. Sono mesi che denuncio gravi carenze e situazioni al limite in ogni sede istituzionale e non.  Ecco perché a differenza di molti il servizio andato in onda nel corso della trasmissione ‘Le Iene’ non mi ha stupito ma solo amareggiato ancor di più.

Nicoletta Verì

Quando ho portato alla luce lo scandalo dei bidoni utilizzati come servizi igienici sono stato inascoltato da chi sarebbe dovuto intervenire, anzi addirittura l’assessore alla Sanità nel corso del Consiglio regionale ha negato e sconfessato le mie parole, come testimoniano i verbali.

Stiamo combattendo una guerra contro il virus ma lasciamo che le nostre trincee siano luoghi pericolosi e facciamo andare in battaglia i nostri soldati senza equipaggiamento, conclude il consigliere, io non mi sono mai fermato e mai mi fermerò a denunciare quanto accade perché solo mantenendo il faro puntato su quello che sta accadendo possiamo sperare di trovare soluzioni. Lo dobbiamo ai pazienti e lo dobbiamo ai nostri sanitari che vivono ogni giorno situazioni di terribile disagio.