24 Set

Anno scolastico, la cultura è necessaria

Il funzionamento della scuola scandisce i tempi della comunità, favorisce l’organizzazione familiare, esalta la socialità, emancipa i cittadini, per questo la sua riapertura va interpretata come un salutare ritorno alla normalità, come lo è stato dopo le guerre o dopo i terremoti.

Oggi, a causa del covid-19, la ripartenza della scuola è assai più complessa che nel passato, anche perché non sempre e non dovunque, le infrastrutture telematiche e gli ambienti scolastici consentono di applicare agevolmente i protocolli di sicurezza in presenza e a distanza. L’emergenza sanitaria ha, purtroppo, rimarcato le disparità sociali, come ci dicono le statistiche. Infatti, in Italia, il 20% dei bambini e adolescenti – che qualcuno ha definito i grandi dimenticati dell’emergenza – non hanno un computer a casa. In Europa, rispetto alla digitalizzazione dell’economia e della società (indice DESI), che prende in esame cinque parametri – connettività, capitale umano, utilizzo di internet, servizi pubblici digitali e integrazione delle tecnologie – il nostro Paese è al 25esimo posto sui 28 stati dell’Ue. E, per quanto riguarda la disponibilità di pc nelle scuole italiane, Roma registra un poco lusinghiero 3,3; Bologna 5,2; Milano 5,7. I dati migliori li abbiamo all’Aquila, 8,7; Trieste 7,5; Potenza 7,3. I peggiori a Cagliari 2,1; Perugia 2,4 e Genova 3,2.

Certo, le grandi svolte epocali, siano esse culturali o della tecnica, hanno sempre comportato il determinarsi di nuove differenze e la ricerca dei modi e dei tempi per colmarle.

Ma, se una cosa ci ha insegnato il Novecento, è che gli avvenimenti e la modernità corrono più velocemente rispetto alla politica delle carte e delle mediazioni fittizie. L’incantesimo dell’eternamente presente che affascina la maggior parte dei giovani va combattuto principalmente all’interno della scuola, con la seduzione del pensiero e della conoscenza, con la forza della cultura che tanto ha rappresentato e rappresenta per la comunità ritrovata dell’Aquila, tanto da spingerci a candidarla quale capitale italiana della cultura 2022. Insieme alla famiglia, la scuola resta, nonostante tutto, il principale presidio etico del Paese e la sua ripartenza in sicurezza è una battaglia che si vince insieme o si perde con grave danno di tutti.

In questo senso va letto l’impegno portato avanti all’Aquila da tutte le istituzioni, dai docenti e dal personale scolastico per accogliere scolari e studenti in sicurezza. Un impegno, che l’amministrazione comunale ha declinato con l’inaugurazione di questa mattina, alla presenza del viceministro all’istruzione Anna Ascani, della scuola primaria di Arischia, costruita con criteri antisismici, come l’altra scuola primaria, la Mariele Ventre, nel quartiere di Pettino. Se qualcuno mi chiedesse di raccontare qualcosa di indimenticabile della mia vita non potrei non ripensare agli anni della scuola, alla gita dell’ultimo anno, all’esame di maturità. Ricordi negati alla generazione covid-19, perché: la notte prima degli esami è tremenda, ma è ancora più tremenda e triste la notte priva degli esami. Auguro, quindi, insieme ai loro insegnanti, a scolari e studenti, che possano tornare a godere presto e appieno del sapere, della bellezza di crescere insieme, dei momenti impegnativi come di quelli gioiosi della scuola, nella sua totalità, fatta di conoscenza e umanità. Un ultimo pensiero alle famiglie dei nostri ragazzi: sarà un anno complesso, ma non sarete soli. Le istituzioni saranno al vostro fianco per supportarvi in un cammino che ha un solo obiettivo finale: la crescita, culturale e sociale, dei figli di questa terra.

 

*Pierluigi Biondi
Sindaco dell’Aquila