25 Set

Marche, innovare negli ambienti chiusi

In ambiente indoor la qualità dell’aria è fino a 5 volte più inquinata che all’esterno a detta dell’Environmental Protection Agency. Sostare a lungo in un ambiente confinato è un rischio a prescindere dal covid. Non a caso l’asma è la principale causa di assenza dei bambini da scuola, spiega Marcello D’Errico, docente di Igiene generale e applicata, Dipartimento Scienze biomediche e Sanità pubblica dell’Università delle Marche, a proposito degli innovativi impianti di ventilazione adottati in 1.500 aule marchigiane a seguito di un bando sperimentale della Giunta regionale. Un’esperienza ancora unica in Italia. Gli impianti di Vmc, Ventilazione meccanica controllata, sono molto diffusi all’estero ma sono utilizzati in Italia solo nelle nuove costruzioni e non per adeguare l’esistente nonostante la pandemia e le ingenti risorse disponibili.

Come dimostra uno studio recente dell’Università di Cassino la Vmc è efficace, rileva il docente. In un’aula di 50 mq con 25 allievi presenti si è stimato che un’insegnante infetta  facendo lezione per due ore trasmette il virus in condizioni normali ad almeno 12 allievi, la metà della classe. Con l’apertura delle finestre la contagiosità scende a 4 allievi. Ma con un sistema di ventilazione meccanica controllata si passa a 0.4. Praticamente si annulla il problema e le condizioni di sicurezza aumentano, pur non potendo, in pandemia, eliminare l’uso della mascherina.

Nelle Marche 170 scuole hanno adottato un sistema di ventilazione meccanica controllata che garantisce un corretto ricambio dell’aria, diminuendo il rischio di contrarre malattie al chiuso, il bando regionale ha coinvolto Comuni e Province per 6mln di euro di contributi disponibili che ha consentito di coprire il 50% delle richieste di tutta la Regione, anche dai centri con meno di 5mila abitanti. 1.500 aule per 24mila studenti in 87 Comuni e 5 province.

Secondo l’esperienza marchigiana, una ventilazione meccanica controllata, insieme a sistemi di filtraggio e sanitizzazione attiva può contrastare efficacemente la diffusione di virus e batteri al chiuso. Rispetto alla semplice areazione, cioè aprendo le finestre, si avrebbe la certezza che l’aria respirata sia ripulita efficacemente nell’intera stanza.

Peraltro d’inverno, i sistemi di Vmc con recuperatore di calore, consentirebbero di risparmiare sui costi energetici di funzionamento del sistema. La Regione Marche farà un monitoraggio sui risultati ottenuti. Ma come va nel resto del Paese?

Il Decreto Ripartizione che ha assegnato 350mln di euro alle scuole, prevedeva l’acquisto di strumenti per l’aerazione, rileva Nino Cartabellotta nel focus sulle scuole, ma tale destinazione d’uso non è specificata nel Decreto legge 73/2021 che fa riferimento solo a interventi di piccola manutenzione. Di conseguenza, areazione e ventilazione sono affidate al Protocollo finestre aperte, la cui efficacia dipende dalla sensibilizzazione del personale scolastico e dalla ventilazione continuativa degli ambienti durante le attività scolastiche ed è condizionata dal meteo. Manca, quindi, un ragionamento logico, nonostante le ingenti risorse disponibili dall’Ue. E così con l’autunno e i 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non Covid, aggiunge Cartabellotta.

Scuole. Protocollo finestre aperte, leggi qui