07 Apr

Abruzzo Prossimo, strategie 2021/2030

Il documento strategico ‘Abruzzo Prossimo’, avrà un impatto consistente sulle possibilità di sviluppo del territorio negli anni a venire. Sentiamo il peso della responsabilità di questo passaggio perché si tratta di un nuovo ciclo di programmazione di risorse che durerebbe sette anni ma che nella gestione pratica ne dura almeno dieci. Così il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, nel corso della conferenza stampa durante i lavori dell’evento webinar che ha chiuso la consultazione partenariale sul documento ‘Abruzzo Prossimo’. Strumento che ha consentito di dettare linee di indirizzo strategico per lo sviluppo sostenibile e l’integrazione dei fondi 2021/2030, si legge in una nota istituzionale.

Lorenzo Sospiri

Con Marsilio, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, e il direttore del dipartimento della Presidenza, Emanuela Grimaldi, la cui struttura ha la competenza della Programmazione delle risorse nazionali ed europee e con tutti gli altri direttori ha messo insieme una Cabina di pilotaggio come filtro tra l’organo politico ed il partenariato sociale.

Il documento ‘Abruzzo Prossimo’ contiene la strategia per l’utilizzo, la gestione ed il monitoraggio delle nuove risorse e la definizione del nuovo modello di sviluppo, in un orizzonte di dieci anni.
La strategia è stata sintetizzata in cinque “i”.

Innovazione di processo, ovvero la nascita di una Cabina di pilotaggio, interna alla Regione, che ha l’obiettivo di contrastare i rischi della sovrapposizione degli interventi, delle liste della spesa e delle progettualità poco coerenti con le esigenze del territorio.

Integrazione di tutti i fondi, la seconda “i”, rappresenta il caposaldo di ‘Abruzzo Prossimo’, giacché consentirà di finanziare gli interventi in un quadro unitario di consistenze economiche, ottimizzando l’allocazione dei fondi in maniera razionale rispetto agli obiettivi e ai progetti.

Identità, declina gli assi di investimento sulla base dei fattori sociali, storici e culturali che connotano l’Abruzzo. Gli assi sono: a) Digitalizzare per competere; b) Infrastrutturare l’Abruzzo cerniera dell’Adriatico; c) Tutelare il territorio per centrare la transizione; d) Includere per contrastare le fragilità. Si aggiunge poi il tema trasversale: Riequilibrare l’Abruzzo per un benessere diffuso che darà centralità alle zone interne e alla valorizzazione dei sistemi urbani. Ciascuna area ha i suoi obiettivi specifici per un totale di 37 che vanno dall’estensione della banda larga a tutti i Comuni, alla digitalizzazione delle scuole, della Pa, delle imprese, alla telemedicina al fascicolo sanitario elettronico. Dalla Zes all’infrastrutturazione dei porti, delle ferrovie all’integrazione della macro regione Adriatica. Dalla decarbonizzazione al potenziamento delle fonti rinnovabili, alle politiche per l’idrico, al turismo sostenibile. Dalla centralità delle donne e dei giovani, dal contrasto alla fuga dei cervelli, all’alta formazione, alle politiche per gli affidi e le adozioni, al sostegno al lavoro. Dalle politiche per le famiglie contro lo spopolamento e per la residenzialità alla emersione di nuovi brand turistici e culturali nelle aree interne.

Impatti, si tratta di indicatori internazionali cui saranno sottoposte le aree strategiche e gli obiettivi specifici, allo scopo di verificare le ricadute degli investimenti sui territori.  

Interazione, grazie all’adozione in Giunta regionale del Codice abruzzese per il partenariato diffuso ed inclusivo, sarà coinvolto in modo permanente in tutte le fasi della programmazione 2021/’27, attraverso sedi di confronto codificate, che saranno attivate subito dopo la raccolta dei contributi, per avviare l’iter che renderà finanziabili i 37 obiettivi contenuti nelle quattro aree strategiche e nel tema trasversale, attuando così il modello di sviluppo per l’Abruzzo del prossimo decennio.

Conosciamo programmi che dopo vent’anni anni attendono ancora di essere conclusi, ha commentato Marsilio. Se poi l’inizio del ciclo di programmazione arriva al termine di un anno di pandemia e con una situazione socio-economica durissima, questa responsabilità appare ancora più grande. Ne parleremo più diffusamente quando avremo firmato e concluso le trattative che stanno andando avanti anche col ministro Carfagna, il cui Ministero è deputato a distribuire i fondi della Coesione.  E’ certo, comunque, ha assicurato, che l’Abruzzo riceverà una quota di fondi molto più consistente sia rispetto ai fondi europei che ai fondi sviluppo e coesione ricevuti nell’ultimo ciclo di programmazione. Questo è un dato di fatto che prescinde dal Recovery fund e da fondi straordinari.

Mario Draghi

Domani ci sarà anche il confronto con il Governo, in particolare con il premier Draghi e con il ministro Gelmini, insieme alle Regioni, per capire quale sarà lo spazio che potrà essere lasciato al territorio nella gestione di questi fondi e nell’individuazione dei progetti.

Si tratta di un lavoro che la Regione Abruzzo ha fatto rispettando i tempi fissati al 15 ottobre scorso che era la data della scadenza del primo invio per aprire la trattativa con l’Europa. Noi, entro il 15 ottobre, abbiamo inviato 74 schede progettuali, selezionate dalla Cabina di pilotaggio che ha verificato la sostenibilità, le possibilità di condivisione e la fattibilità degli interventi. Tutto ciò ci fa ritenere, con un certo ottimismo, che i progetti inviati al Governo, laddove venissero finanziati, si trasformerebbero presto in attività concrete.

Digitale, infrastrutture trasversali, transizione verde, inclusione e aree interne sono le aree strategiche su cui la Giunta regionale intende investire per il prossimo decennio, coinvolgendo nel dibattito oltre settecento soggetti partenariali. In attesa del riparto del Governo, le stime per rilanciare il territorio abruzzese, attraverso gli assi di sviluppo indicati, si attestano su un ammontare di risorse pari a 2miliardi e 200milioni di euro, a titolarità propria dell’Abruzzo, per il prossimo ciclo di programmazione 2021/2027, ha aggiunto il presidente.

La cifra è la risultante dei finanziamenti europei dedicati allo sviluppo regionale, sociale, alla pesca e allo sviluppo rurale (Fesr, Fse+; Feamp e Feasr); dei finanziamenti nazionali rivolti allo sviluppo e coesione (Fsc, Poc); e dei finanziamenti derivanti da risorse premiali connesse all’Accordo Provenzano. L’eventuale assegnazione di parte delle risorse del Pnrr alle Regioni resta unicamente legata alle scelte del Governo, tenendo presente che la Giunta regionale ha presentato il proprio contributo, ha concluso.