22 Nov

1 edificio su 5 è altamente vulnerabile

SICURO+ è il Sistema Informativo di ComUnicazione del RischiO sismico nei Comuni italiani del Dipartimento di Protezione civile e dovrebbe fornire una valutazione delle possibili conseguenze negative sugli edifici (inagibilità, crollo, perdite economiche) e sulla popolazione residente (vittime, feriti) dovute a terremoti che possono accadere in futuro, riporta ufficialmente la piattaforma.

Le stime di SICURO+ derivano dalle elaborazioni prodotte dal Consorzio ReLUIS, Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica e dalla Fondazione EUCENTRE, Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica, per la valutazione nazionale dei rischi prodotta in accordo alla Decisione 1313/2013 dell’Unione Europea.

Le stime, precisa la piattaforma, fanno riferimento all’insieme degli edifici del Comune e non alla singola casa, né ad edifici pubblici come scuole, ospedali, uffici pubblici.

SICURO+ consente di approfondire le cause che possono aumentare o diminuire il rischio sismico, che dipende non solo dalla frequenza e dalla gravità dei terremoti che possono verificarsi (pericolosità), ma anche dalla resistenza sismica degli edifici e dunque da come sono stati costruiti (vulnerabilità) e dalla quantità di beni e persone presenti (esposizione).

Pertanto esse forniscono una valutazione complessiva solo indicativa, con lo scopo di accrescere la conoscenza del rischio e di indirizzarti ad alcune azioni utili per essere più sicuro.

Il rischio sismico è una valutazione delle conseguenze/danni materiali, economici e funzionali nei Comuni italiani e riguarda un arco temporale di 50 anni, non sono conseguenze o danni che avvengono precisamente ogni 50 anni, infatti i terremoti importanti, riporta il sito, cioè quelli che producono danni, sono abbastanza lontani nel tempo gli uni dagli altri, a volte secoli, per cui le perdite saranno tutte concentrate in occasione di tali terremoti, la valutazione potrà essere fatta tra Comuni diversi in base alla combinazione dei tre fattori pericolosità, vulnerabilità ed esposizione, mentre le conseguenze sono visualizzabili in edifici coinvolti (inagibili o crollati); perdite umane (vittime o feriti) e perdite economiche.

All’Aquila il valore medio atteso di scuotimento è del 26,1% dell’accelerazione di gravità. A livello nazionale solo il 4% di Comuni ha una pericolosità superiore a quella del capoluogo d’Abruzzo. La pericolosità fornita da SICURO+ è espressa in accelerazione orizzontale del terreno. I colori della mappa e della barra ne indicano i diversi valori, i colori più chiari sono associati ad accelerazioni più basse e quindi indicano zone meno pericolose, i colori più scuri, fino al viola, evidenziano le zone più pericolose, L’Aquila è nella zona viola, ma sappiamo dalla nostra storia e memoria che non è mai stato scontato esserci.

All’Aquila in media circa 1 edificio su 5 è ad alta vulnerabilità, il 22% degli edifici. Quanto più un edificio è vulnerabile, ad esempio per la scadente qualità dei materiali utilizzati, tanto maggiori saranno i danni che ci si deve aspettare per effetto dello scuotimento cui l’edificio potrà essere sottoposto. A differenza della pericolosità sismica che è immodificabile dall’uomo, la vulnerabilità degli edifici può essere ridotta attraverso opportuni interventi. Riducendo la vulnerabilità si riduce ovviamente anche il rischio, dice il sito. A livello nazionale il 43% di Comuni ha una vulnerabilità superiore a quella del Comune dell’Aquila.

Ciò significa che da noi gli edifici non sono poi così sicuri nonostante i miliardi pubblici spesi per la ricostruzione e che praticamente l’altra metà del Paese sta peggio di noi. 

L’esposizione è costituita dal complesso delle persone, dei beni (edifici, infrastrutture come ponti, viadotti, gallerie, reti di distruzione, in generale tutto ciò che si danneggia in caso di terremoto) e delle attività e dei beni contenuti negli edifici che possono subire perdite per effetto del sisma. Un’area non abitata, anche se è caratterizzata da una forte sismicità, non sarà ad alto rischio sismico, perché l’esposizione è nulla, e quindi non si possono verificare danni a persone o cose anche a seguito di un forte terremoto. Tra i tre parametri che influenzano il rischio, l’esposizione può, solo in parte, essere modificata o ridotta attraverso opportune politiche urbanistiche che favoriscono l’insediamento delle abitazioni in certe aree piuttosto che in altre. È infatti molto difficile stimare con precisione l’esposizione delle persone negli edifici poiché la loro presenza varia molto nelle diverse ore del giorno e della notte, e può variare anche stagionalmente. Pertanto anche la valutazione dell’esposizione, soprattutto delle persone e dei beni mobili, è soggetta a notevoli incertezze.

All’Aquila ci sono 25mila 388 abitazioni (Istat 2011). A livello nazionale il 2% di Comuni ha un numero di abitazioni superiore a quella del capoluogo di Regione. Ci sono 13mila 093 edifici (Istat 2011), e a livello nazionale meno dell’1% di Comuni ha un numero di edifici superiore a quello aquilano e ci sono infine 64mila 056 abitanti (Istat 2011). A livello nazionale, il 2% di Comuni ha un numero di abitanti superiore a quello dell’Aquila, rileva il sito.

Dovremmo ora combinare questi numeri e valutare tra i Comuni dov’è più sicuro vivere, studiare o fare un vacanza, assicura il Dipartimento di Protezione civile. Certo è che, nonostante il 2009, L’Aquila è ancora molto molto esposta al rischio.